Kimi sa anche sbagliare, la Ferrari fa da spettatore. Show Verstappen

Cartoline dal Brasile: vittoria a Norris, show di Verstappen, primi errori di Kimi e solito anonimato Ferrari.

In Brasile non esiste la banalità. Nulla da quelle parti è normale, figuratevi una gran premio di Formula 1 con i piloti costretti a partire con gomme da pioggia, passare a quelle da asciutto e poi andare a tagliare il traguardo ancora con le Pirelli Intermedie. Una gara difficile da decifrare, come quelle che avrebbe amato Ayrton Senna che le interpretava meglio di tutti.

A casa di Ayrton ha scritto una pagina importante della sua storia Lando Norris che ha appena lasciato il titolo a Kimi, ma in questo weekend ha davvero corso da campione del mondo. Pole e vittoria sono tanta roba, come direbbe Kimi che invece, dopo esser scattato benissimo al via e aver condotto la gara fino all’arrivo della pioggia, è andato in crisi con le gomme da bagnato, perdendo la sua Mercedes due volte in fondo al rettilineo, un po’ come aveva fatto nel giro di riscaldamento finendo nel prato. Si è lamentato via radio della macchina, ha usato anche toni che quest’anno non avevamo mai sentito e alla fine ha chiuso dietro a Russell, investigato pure per “unsafe release”.

Ha chiuso al 5° posto la sua prima gara da campione. Ma ha comunque fatto festa perché la Mercedes ha conquistato aritmeticamente il Mondiale Costruttori, il nono della sua storia, un titolo che le mancava dal 2021. Una beffa che sia arrivato nell’unica gara della stagione in cui nessuno dei suoi piloti è andato sul podio. Ma sul podio ci sono andati tutti insieme a bere champagne.

L’uomo del giorno però è stato Max Verstappen che scattava dal fondo (21°) ed ha chiuso secondo, davanti ad Hadjar. Un’altra gara alla Verstappen che ha consolidato il suo secondo posto in campionato (17 punti di vantaggio su Russell; 18 su Hamilton). Al via i ferraristi si erano illusi per lo show di Hamilton che scattava 20° e alla fine del primo giro era 9°.

La sua partenza da videogame però gli ha mangiato le gomme e Lewis è andato subito in crisi, vedendosi passare da Verstappen e perdendo progressivamente posizioni (“Un problema dai pressione di gomme”, ha spiegato Vasseur) fino alla sciagurata scelta finale quando ignorando la chiamata dei box, allungava di un giro Il passaggio alle gomme da bagnato, finendo in testa coda e perdendo poi un sacco di posizioni.

 Alla fine la Scuderia ha chiuso al 7° posto con Charles e al 9° con Lewis che almeno in questa occasione si sono sfiorati, ma non si sono combattuti e quando dal box hanno chiesto ai due di scambiarsi le posizioni, hanno eseguito senza discutere. Una gara, anzi un weekend, anonimo. Dietro a Mercedes, McLaren e Red Bull. Non tutte le domeniche si corre in altura.

“Non è andata esattamente come volevamo. Potevamo fare meglio. Siamo stati troppo incostanti per tutta la gara. Il potenziale c’era era difficile mettere tutto assieme. Il passo c’era, ma abbiamo commesso degli errori”, le parole di Fred.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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